Perchè non possiamo NON essere cristiani – Analisi Finale

Pubblicato: maggio 20, 2008 in Etica, Perchè non possiamo non essere cristiani, Religione
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Come promesso nell’ultimo intervento che riguardava il libro di Odifreddi, ho ultimato di leggere l’opera del matematico piemontese e quindi, approfittando di qualche minuto libero, posso adoprarmi nello stilare un’analisi critica di quanto carpito dal libello.

Nello scorrere le (ruvide) pagine del libro ero sempre munito di una penna che mi ha aiutato nell’appuntare pagina per pagina (per non dire paragrafo per paragrafo) le inesattezze millantate dall’autore. Come affermato nel precedente articolo mi è impossibile riportarle tutte per motivi di tempo, visto che non sono pagato per fare lo scrittore… Tuttavia resto a disposizione di ogni lettore che voglia disquisire su una qualsivoglia asserzione del matematico cunese.

Procediamo adesso sviscerando punto per punto le pecche che connotano l’approccio utilizzato da Odifreddi.

Sinceramente mi aspettavo che l’autore utilizzasse un approccio “logico” dettato dalla matematica formale, vista l’estrazione dei suoi studi… Invece si è lanciato nella produzione di un “bignami della laicità” dove utilizza ciclicamente uno schema ben definito:

  • Parlare di un tema biblico o etico proponendo supposizioni come verità senza motivarle opportunamente
  • Riportare critiche alla Chiesa Cattolica, spesso infondate ma che comunque proverebbero al massimo l’umanità dei cristiani e non l’inesistenza di Dio. Ora, qualsiasi cristiano ( e quindi anche qualsiasi cattolico) sa benissimo che la Chiesa è fatta di uomini che possono anche sbagliare. Ciò non intacca però il ruolo che Cristo le ha attribuito, il messaggio che annuncia e men che meno fornisce una motivazione valida ai cristiani per non essere più credenti…
  • Riportare temi che hanno a che fare con la verità ma che non supportano assolutamente le tesi, al sol fine di propinare una struttura di verità a chi è poco avveduto… Ci tengo a sottolieare che molto spesso questa tipologia di argomentazioni nulla ha che vedere con il tema trattato in origine e, sicuramente, tale approccio “dimostrativo” non è degno di un uomo di scienza…

Tirando le somme si evince che Odifreddi preferisce l’approccio investigativo dove tre prove fanno un indizio al rigore della logica! Quindi si può affermare che l’autore sia un novello ispettore Poirot, piuttosto che l’erede di illustre menti come Gauss o Pitagora…

Comunque in un paio di frangenti l’autore si è ricordato di essere un uomo di scienza e ha lasciato degli “sprazzi scientifici” (pochissime parole) sulla ruvida carta del suo libro che ci accingiamo ad analizzare.

Si può iniziare l’analisi sentenziando che il metodo d’indagine è veramente inesistente in quest’opera, infatti a pagina 185 l’autore parla del fenomeno del “Sole Rotante” comparso più volte in luoghi di spiritualità. Spiego di cosa si tratta… Il sole diventa improvvisamente guardabile ad occhio nudo, e cambia colore ruotando su se stesso e/o spostandosi nel cielo. Ovviamente è possibile fissare la nostra stella senza uscire da quest’esperienza ciechi o ipovedenti! Lo posso affermare con certezza perché sono stato più volte testimone (insieme ad altre migliaia di persone) di questo miracolo in diversi luoghi di preghiera mariani e a San Giovanni Rotondo.

Odifreddi afferma che il fenomeno sia da ricondursi a dei fulmini globulari… Peccato che in quest’articolo viene stabilito a riguardo di tale tipologia di fulmine che:

  • “La vita media di questi fenomeni che varia da 2 a 8 secondi” e i fenomeni a cui ho assistito si sono protratti per delle ore
  • “Hanno dimensioni variabili da una palla da tennis a un pallone di calcio” e posso garantire personalmente che la dimensione era quella propria del sole
  • “Danzano minacciosamente, sospese pochi metri sul terreno” mentre il Sole Rotante non si avvicina alla terra.

Inoltre, se l’ipotesi del professore fosse corretta, trovandosi in pieno giorno il sole comunque non sarebbe scomparso dalla vista dei testimoni oculari… Mentre posso testimoniare che non ci fossero altri corpi celesti visibili nel momento in cui il sole si è messo a roteare ne fenomeni elettrochimici che potessero giustificare la spiegazione dei fulmini globulari!

Odifreddi si sarebbe dunque potuto documentare, visto che la scienza è il suo pane, prima di associare i fulmini globulari ad avvenimenti distanti anni luce da essi!

Mi sarebbe piaciuto trovare altri temi del genere da affrontare ma purtroppo il matematico non offre questa possibilità al lettore, infarcendo il suo libello di congetture facilmente impugnabili e oggettivamente criticabili. Quindi chiudendo questa analisi lascio spazio ai lettori che eventualmente vogliono dibattere sulle verità propinate da Odifreddi che non forniscono minimamente motivazioni per non essere cristiani…

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commenti
  1. Paolo ha detto:

    ..oddio, non entro nel merito…

    …ma ti rendi conto che il sole NON PUO’ DAVVERO mettersi a ballare senza creare cataclismi su tutto il pianeta, nonchè passare inosservato alle migliaia di satelliti a spasso per lo spazio?

  2. bigmico ha detto:

    Ciao Paolo,
    Se seguiamo una logica prettamente immanente, tutto ciò che dici ha senso. Sottolinerei anche che i cataclismi non avverrebbero solo sul pianeta, ma bensi sul nostro sistema solare, in quanto come sottolinea quest’ultimo aggettivo, è eliocentrico, ed uno spostamento della nostra stella comporterebbe variazioni della forza gravitazionale che esercita sui vari pianeti…
    Se ragioniamo con una logica trascendente, hai torto, Dio può fare questo ed altro…
    Ti ricordo inoltre che a questi avvenimenti erano presenti migliaia di testimoni e ti garantisco che non si trattava di fulmini globulari…
    Ciao.

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