Perchè non possiamo NON essere cristiani – Introduzione: Cristiani e Cretini

Pubblicato: aprile 15, 2008 in Etica, Perchè non possiamo non essere cristiani, Religione
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Il libro, come approfondirò in seguito, pretende di descrivere ciò che è trascendente attraverso ragionamenti prettamente immanenti. Per questo ricalcando (solo in questa fase) l’approccio dell’autore, mi accingo all’analisi dei contenuti, descrivendo materialmente il libro… La carta è veramente scadente: riciclata e ruvida mentre la copertina è blasfema e illustra chiaramente quale sentiero vuole intraprendere il libro.

L’impatto fornito dalla grafica viene confermato dal titolo del capitolo introduttivo: “A CRISTIANI E CRETINI”. Nelle quattro pagine che lo compongono Odifreddi cerca di istituire preliminarmente come assioma l’equivalenza cristiano = cretino e ateo = intelligente; un postulato che nel libro non viene affatto dimostrato (infatti la fede non è questione di intelligenza, quanto di fiducia in verità trascendenti).

Le motivazioni che apporta per avallare la sua tesi sono tutt’altro che solide, infatti citando le parole proferite da Gesù ne “Il discorso della Montagna” «Beati i poveri in spirito, perchè di essi è il Regno dei Cieli », afferma che i “poveri in spirito” sono i cretini.

Questa conclusione è totalmente infondata, soprattutto se si valuta l’accentuazione fatta da Matteo, che definisce “poveri” coloro che la smettono di contare solo sulle proprie forze. Questi, pur essendo pienamente consapevoli dei loro mezzi, non si deprimono, ma pongono in Dio ogni loro speranza.

Se poi si analizza a fondo il termine a monte della traduzione in poveri: “p t o c h ò i” è possibile analizzare le ricche sfaccettature che si scorgono dalla grandezza di questo verso:

  • “Beati quelli che sono poveri di fronte a Dio”
  • “Beati quelli che scelgono di essere poveri per Dio”
  • “Beati i poveri di cuore”

L’autore ama citare versi della Bibbia per fuorviare il lettore (sprovveduto) proprio come faceva satana per tentare Gesù (Mt 4,1-11), quindi si rivela è opportuno avvalorare correttamente questa traduzione, illustrando come il termine “povero” viene utilizzato nei vari passi della scrittura:

  • “Io sono povero e infelice, ma di me ha cura il Signore” (Sl. 40,18).
  • “Io sono povero e infelice. Vieni presto mio Dio. Tu sei mio aiuto e mio Salvatore” (Sl. 70,6).
  • “I poveri mangeranno e saranno saziati, loderanno il Signore quanti lo cercano” (Sl. 22,27).
  • “Volgiti a me e abbi misericordia perché sono solo e povero” (Sl.24, 14-16).

La povertà, nel grido dei salmi, si rivela così come una “lucidità” riguardo a se stessi: un cogliere la propria esistenziale indigenza che diventa “sete” di “altro” che solo Dio può dare. Tutt’altro che demenzialità! Infatti, come ben saprà Odifreddi, l’idiozia porta alla sopravalutazione delle proprie capacità e alla duale sottovalutazione della condizione di indigenza che si affronta.

Il matematico ha quindi scelto la strada peggiore per aprire la propria opera: la presunzione che porta all’offesa dei cristiani a suo modo di vedere cretini e la superficialità nella trattazione. Che dire? L’atteggiamento che si addice ad un cattedratico che dovrebbe essere portatore sano di cultura ed esperto di metodologie con cui affrontare temi così delicati.

C’è da dire però che Odifreddi in una conferenza ha ammesso che è stato di cattivo gusto definire i cristiani dei cretini ignoranti, senza però fare ammenda, e ha affermato di voler scrivere “Perché non possiamo dirci Islamici”, come per discolparsi dell’attacco al Cristianesimo. Anche se è legittimo dubitare che l’autore si voglia scontrare con qualche pericoloso fondamentalista…

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commenti
  1. Luigi ha detto:

    Grandissimo Mico ! Veramente una bell’idea.
    Conosco Odifreddi perchè pubblica una rubrica su “Le Scienze” – Il matematico impertinente – e ho letto alcuni saggi in cui criticava anche Zichichi (e in particolare il suo libro “Perchè io credo in colui che ha fatto il mondo” – devo dire però che ho letto anche altri saggi invece ben fatti sulla biografia di alcuni scienziati). E’ stato anche a BZ e alcuni colleghi sono andati. Mi hanno detto che non è stato molto convincente nelle sue tesi atee, perchè se la prendeva troppo con la Chiesa come istituzione piuttosto che attaccare l’ideologia su cui si fonda e dare prove della sua mendacità ispirandosi al metodo scientifico.
    Spero di leggere gli altri numeri della rubrica.
    Grande che sei tornato a postare !
    Ciao
    /Luigi

  2. whiterose ha detto:

    Questo libro non è nient’altro che un inutile remake di“Perché non sono cristiano” di Bertrand Russell.
    W::R myblog.awardspace.info

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