I giovani e l’istruzione

Pubblicato: ottobre 19, 2007 in Attualità, General
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Qualche giorno fa riflettevo sul potere espressivo della rete: blog, wiki, forum, ecc. danno a tutti uno spazio per poter esprimere opinioni, stati d’animo, denunce e quant’altro. Navigando tra questi potenti strumenti ci si rende conto come i loro maggiori utilizzatori siano i giovani appartenenti alla fascia under 20. Questa statistica è fortemente influenzata dall’avversione a cui vanno incontro molte persone che hanno superato gli “anta” e che non vogliono rimettersi in gioco in uno stile di vita totalmente differente da quello che li ha accompagnati fino ai giorni nostri.

Questo scenario dovrebbe fungere da lievito, far fermentare lo scambio di idee e di conoscenza tra le nuove generazioni ma, ahimè, noto di continuo come la crescita del numero di contenitori non è seguita da una reale crescita di contenuti… I blog sono strapieni di immagini luccicanti, quintali di emoticon e di frasi senza senso e nelle migliore delle ipotesi fungono da album fotografici. I forum abbondano di orrori grammaticali e, si badi bene, non mi riferisco alle sviste che possono capitare anche alla penna (o alla tastiera) più fluida ma di costanti, continui e ripetuti attentati alla nostra lingua, capaci di far rivoltare nella tomba chi, secoli or sono, se ne andò a “sciacquar li panni in Arno”. Leggiucchiando le varie pagine della rete vediamo come la nostra grammatica viene stravolta dalle aberranti abbreviazioni presenti anche nei familiari SMS; notiamo come il verbo “essere” viene privato dell’accento e il verbo “avere” dell'”acca” per non soffermarci poi sulla coniugazione dei verbi…

Incontrarmi con tali (continui) obrobri mi ha portato a cercare una motivazione a questo sottovalutato problema… Tutti additano facilmente i mezzi di comunicazione di massa e i cattivi modelli che questi propongono ma, a mio parere, non è necessario guardare così lontano… E’ sufficiente porre lo sguardo sulla famiglia e la scuola, le figure che (almeno fino a poco tempo fa) si sono occupate dell’educazione delle nuove leve.

La famiglia è totalmente cambiata: i genitori lavorano fino a tardi e il nucleo familiare non è più convergente verso il focolare ma bensì un piccolo sistema TVcentrico dove il confronto tra i vari membri viene rimpiazzato da più programmi televisivi (magari reality show).

La scuola invece abbonda di docenti non più “missionari” dell’istruzione ma coordinatori di progetti: computer, musica, cucina, teatro, ecc. ecc. Una volta, una classe delle scuole elementari aveva una maestra che insegnava tutte le materie, decideva come organizzare il programma, faceva fare dieci minuti di ricreazione e alle 12:30 mandava tutti gli alunni a casa… Adesso all’interno di una stessa classe vigono continue rotazioni di insegnanti e ci si preoccupa soprattutto delle attività extracurriculari in modo da offrire il servizio baby sitter ai genitori.

Il mio non vuole essere un attacco indiscriminato alla scuola primaria ma, come disse Qualcuno, la casa deve poggiare le sue fondamenta sulla roccia per non crollare. Se un bambino quindi non impara alle elementari le regole grammaticali basilari avrà difficoltà a rafforzare queste conoscenze alle scuole medie e non immagino proprio quali traguardi possa raggiungere alle scuole superiori…

Mi sento però in dovere di giustificare una scuola che ha perso ogni autorità sugli studenti… Tempo fa i genitori appoggiavano i docenti in ogni decisione e richiamo, adesso si è invertito tutto: per i genitori i figli non sbagliano e se sbagliano sono giustificati! Quindi gli insegnanti esautorati non solo sono poco incentivati ad EDUCARE gli studenti ma addirittura sono scoraggiati dal farlo per non incombere nell’ira funesta di genitori difensori di figli perfetti… Nonostante tutto esistono ancora dei validi docenti che spero possano essere d’esempio per chi si occuperà di istruzione in futuro!

Tempo fa ascoltavo il politico di turno incoraggiare i giovani a iscriversi a facolta tecnico-scientifiche poichè queste possono fornire una crescita sia personale che all’intera nazione. Giusto, ma solo sulla carta… La conoscenza dell’italiano è la cima dell’iceberg, facile da vedere poichè grazie al linguaggio ci si relaziona continuamente. Se andassimo a sondare le competenze scientifiche credo che riscontreremmo lacune ben più gravi. Un esempio ci viene fornito dal test di ammissione della facoltà di ingegneria dell’Unical, dove quasi duecento ragazzi non sono stati ammessi per non aver superato la soglia minima di domande.

La situazione quindi è piuttosto allarmante e vi prego di ricordare questa frase che riassume pienamente lo scenario attuale: “Per la prima volta nella storia la nuova generazione sarà meno istruita e colta della generazione che la precede.” Tra qualche anno anche i più ottimisti mi daranno ragione.

asino

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